Sabato sera un gruppo di amici, due donne ed un uomo, sono stati vittima di un’ aggressione da parte di giovani peruviani. Da tempo il Parco del Valentino, oggi molto più sicuro di dieci anni fa, non compariva sui giornali. Questo grave episodio di violenza non va sottovalutato, soprattutto in un quartiere come San Salvario, dove i problemi di sicurezza non sono ancora del tutto archiviati.

L’ articolo di Massimiliano Peggio su La Stampa:

“«Quello con il coltello indossava occhiali scuri, cappellino e maglietta nera. L’ho guardato bene in faccia e gli ho detto “la borsa non te la lascio”. E lui mi ha colpita, ripetutamente. Avevo sangue dappertutto». Ricoverata nel reparto di chirurgia vascolare del Mauriziano, Loreta Rizza, 45 anni, di Torino, mostra il suo braccio completamente fasciato. E’ stata operata due volte e ha avuto bisogno di due sacche di sangue. Eppure, più che spaventata, sembra arrabbiata. Moltissimo. «Rabbia a non finire. Perché è successo all’una di notte al Valentino, mentre stavo tranquillamente passeggiando con amici».

L’aggressione è avvenuta nel viale di fronte al ristorante Chalet. Con lei c’era un’altra donna e un amico tunisino, di 26 anni. Lungo il viale, tre giovani peruviani li hanno assaliti e derubati. Due sono stati arrestati da carabinieri nel nucleo radiomobile di Torino poco dopo l’aggressione. Il terzo, quello col coltello, è riuscito a fuggire. Ma la borsa è salva. «Nei pressi del ristorante, quei tre hanno avvicinato il mio amico tunisino chiedendogli delle cartine – racconta la donna – Lui ha risposto di non averne e loro si sono infuriati. Così ci hanno circondati. La mia amica è fuggita. Quello con gli occhiali scuri ha cercato di strapparmi di mano la borsa. Ho reagito con forza e mi ha accoltellato. Avevo appena prelevato cento euro. Un capitale per me. Faccio le pulizie, i soldi non me li regalano». Il giovane amico tunisino, invece, ha ingaggiato una colluttazione con gli altri due banditi. Uno gli ha strappato il marsupio ed è fuggito. Il giovane lo ha rincorso al di là del parco e, prima che potesse attraversare corso Massimo D’Azeglio, gli ha scagliato contro un cestino dell’immondizia, ferendolo alla schiena. L’altro complice si è allontanato dalla parte opposta, verso il Po. L’accoltellatore, invece, si è dileguato nel parco.

Alcuni passanti hanno chiamato il 112, raccontando di aver visto tre giovani assalire una coppia e accoltellare la donna. In pochi minuti sono arrivate tre pattuglie dei carabinieri. Il rapinatore ferito alla schiena è stato rintracciato e bloccato in via Berthollet. L’altro in Borgo Po, vicino alla sua abitazione. Gli arrestati sono giovanissimi: Diego Emilio Huerta Peralta, appena diciottenne e Antonio S. di 17. Il terzo è accora in fuga. Ma si tratterebbe di un coetaneo. Ironia del coraggio, Sahbi, l’amico tunisino, dopo aver protetto l’amica e aiutato i carabinieri ad arrestare i rapinatori, è stato segnalato come clandestino.

Essendo sprovvisto di regolare permesso di soggiorno, i militari sono stati costretti a notificargli il foglio di via, intimandogli di lasciare l’Italia entro cinque giorni, pena altri guai. «Questo episodio – dice Loreta – dimostra che non tutti gli extracomunitari sono uguali. L’ho ringraziato per quello che ha fatto ma anche rimproverato, perché non doveva esporsi. Lui ha alzato le spalle e sorriso, dicendo che gli amici vanno sempre aiutati». E Sahbi non è stato il solo ad aiutare la donna. Un ragazzo è uscito del Valentino, si è tolto la camicia e le ha tamponato la ferita. «Me l’ha legata al braccio per bloccare l’emorragia. Non l’avevo mai visto prima. So che si chiama Antonio, vorrei tanto ringraziarlo. E’ salito in ambulanza e mi ha seguita fino in ospedale. Quanto meno gli devo una camicia».

I chirurghi del Mauriziano le hanno dovuto ricostruire l’arteria omerale con un innesto di organo prelevato dalla caviglia. Poi, con un secondo intervento, hanno ricucito i tendini della mano. «Per poco – dice – non ho rischiato di perdere l’uso delle dita».”