Sono tempi strani, se non preoccupanti. A San Salvario si è tornato a sparare, per strada. Come all’epoca dei titoloni sui giornali nazionali, quando eravamo visti come il “Bronx” d’Italia. Quasi due mesi fa, il 18 maggio, un ragazzo africano venne ucciso per strada a colpi di pistola, pare per un regolamento di conti fra pusher e papponi. Ieri ancora spari, per fortuna senza conseguenze gravi, in via Berthollet angolo corso Massimo d’Azeglio. Non si sa ancora per quale motivo, forse rivalità in amore, ma un algerino di 37 anni è stato raggiunto da un proiettile verso le 8 di sera, dopo un aspro diverbio. Oramai pare la norma e forse è il ribaltamento degli equilibri fra spaccio e prostituzione nel quartiere che sta portando questa nuova ondata di violenza. La torta forse ora è troppo grande per essere divisa in parti uguali e la movida ha generato flussi di persone e soldi prima inconcepibili. Intanto le risse tra le bande continuano e non è raro essere svegliati in piena notte non solo dai gruppi di ubriachi ma anche dalle grida di gente che si picchia, dai suoni delle cinghiate fra le bande di neri, delle fughe precipitose lungo le strade.

Dove è finita la “riqualificazione” tanto sbandierata? Dove l’ha vista chi si è riempito la bocca con questa parola, che qui ha portato tanti risvolti contraddittori?

Sui giornali, ma soprattutto su Repubblica, in questi ultimi giorni si è parlato tanto del nostro quartiere. Scintilla del dibattito cittadino, giunto anche in Consiglio Comunale che ha decretato la chiusura dei locali della movida un’ora prima, è stata la denuncia del titolare della farmacia sita all’angolo fra via Berthollet e via Belfiore, protetto dai pusher. Un grido di protesta, anche, ma soprattutto di rassegnazione. Qui a San Salvario la fa da padrona chi delle leggi se ne frega, anzi chi le viola con spudoratezza. Pusher, spaccio, scippi, ma anche sbronze a go-go, musica a tutto volume dai locali, mandrie di giovani in cerca di sballo. “San Sal-Vegas” la chiama qualcuno, la terra del divertimento e della dissolutezza. In pochi isolati trovi ogni tipo di droga, come ogni tipo di alcool, o ogni tipo di ristorante e divertimento, discoteche e night club inclusi. Se una volta San Salvario era, dopo aver passato e superato gli anni bui da “Bronx”, il kilometro quadrato della multietnicità, della solidarietà e dell’attivismo civile, oggi di tutto ciò forse non ne rimane che l’ombra.

Fotografia da nicostrada flick’r

Aggiornamento: qui sotto la gallery fotografica del “Pattuglione”, una squadra mista di vigili, poliziotti e finanzieri che vigilerà in questi mesi sul quartiere, dalla sera a mezzanotte. Fonte: repubblica.it