E’ di ieri la notizia dell’approvazione in Giunta Comunale del parcheggio pertinenziale di corso Marconi. Un’opera controversa che gli abitanti di San Salvario hanno rigettato nettamente fin dall’inizio ma che il Comune ha voluto a tutti i costi.

Ma in cosa consiste quest’opera?

Il parcheggio di corso Marconi, se mai verrà realizzato vista l’ardua opposizione dei cittadini e del comitato Salviamo corso Marconi, sarà un parcheggio sotterraneo privato di 227 box auto. L’impresa vincitrice del bando comunale è la Gestinord, che ha realizzato un parcheggio simile in via Le Chiuse nel quartiere di San Donato. Il parcheggio comporterà l’abbattimento di 59 alberi, della specie degli ippocastani, alcuni dei quali sono secolari e monumentali. Infatti il parcheggio verrà realizzato fra via Madama Cristina e corso Massimo D’Azeglio, una parte dello storico corso in abbandono da parecchi anni.

L’abbattimento degli alberi, l’inutilità dell’opera e la sua insostenibilità, l’incertezza sul futuro di questo viale alberato ha portato i cittadini a manifestare più volte contro questo progetto e a raccogliere più di 5000 firme in più occasioni per fermare lo scempio (Qui l’ultima petizione su change.org: www.change.org/corsomarconi).

Inoltre corso Marconi è il viale più antico di Torino: risale sicuramente al XVII secolo ma documenti ne attestano la presenza anche sul finire del 1500. Quattrocento anni di storia che verrano spazzati via da ruspe e cemento. In cambio della costruzione del parcheggio sotterraneo il Comune ha chiesto che vengano ripiantati gli ippocastani e che il corso in superficie venga riqualificato, per una futura pedonalizzazione, tenendo conto anche di largo Saluzzo.

Una delle principali obiezioni del comitato Salviamo corso Marconi è stata proprio la questione degli alberi: abbattere 50 alberi in piena città, utilissimi contro lo smog e l’inquinamento, è già un crimine, ma come potranno crescere adeguamenti sopra un sarcofago di cemento? Infatti lo spazio disponibile per gli alberi, secondo il progetto della Gestinord, sarà solo di 1,5 metri di profondità. Troppo poco, senza pensare al fatto che non potranno mai raggiungere la falda acquifera e crescere rigogliosi come han sempre fatto.

La questione della in-sostenibilità dell’opera è un altra critica rivolta dai cittadini al Comune: una città smart non deve investire in parcheggi, per giunta privati, ma nella tutela del verde e nel riconoscimento del suo valore. In più gli alberi e le aree verdi, nel caso del parcheggio sotterraneo di corso Marconi, dovranno essere irrigate artificialmente, portando un elevato spreco di acqua e risorse e andando contro i principi basilari della sostenibilità. Ultima problematica ma non meno importante, la falda acquifera è molto vicina (il fiume Po è a poche centinaia di metri) e negli ultimi anni è in risalita. Numerosi sono stati i casi in cui il problema-falda non è stato calcolato nella progettazione: durante i lavori della metropolitana la stazione di corso Dante si allagò, fermando il cantiere per parecchi mesi e poco più a sud, in corso Spezia, la costruzione del sottopassaggio ha comportato l’allagamento di tutte le cantine dei dintorni e nuovi lavori per conto di Smat dell’importo di 3 milioni di euro.

Ma il comitato Salviamo corso Marconi non si da per vinto e ha organizzato una assemblea pubblica giovedì 30 ottobre 2014 presso la Sala del Centro d’Incontro in via Lombroso 16, in cui si parlerà’ della delibera per la realizzazione di parcheggio
interrato pertinenziale sotto Corso Marconi e del ricorso al TAR (sarà presente lo studio legale che assiste il Comitato). Per più info: salviamocorsomarconi.altervista.com

Anche noi pensiamo che questo parcheggio sia uno scempio, l’approvazione da parte della giunta Comunale è un brutto colpo per i cittadini che hanno più volte, tramite gli strumenti di partecipazione popolare, evidenziato le contraddizioni di questo parcheggio.

Salviamo corso Marconi!