A un anno esatto dalla sua scomparsa la mostra “La Balena Nascosta” ripercorrerà l’arte delicata e inedita di Mario Gomboli (Firenze 12 dicembre 1945, Torino 14 Aprile 2015) artista e persona raffinata che ha vissuto per anni a San Salvario, dove aveva la sua bottega, “Anni di Carta” ricca di oggetti, storie e scoperte, in via Saluzzo 48.

Nel cuore del quartiere la carriera pluridecennale di Gomboli viene ripercorsa proprio all’interno della sua bottega dove accoglieva con simpatia, charme e affabilità chiunque vi entrasse a curiosare.

La mostra “La balena nascosta – Opere di Mario Gomboli dal 1966 al 2015″ sarà visitabile dal 14 al 18 aprile 2016 dalle 10 alle 20 tranne il lunedì con apertura 10 – 14 in via Saluzzo 48 a Torino.



Inaugurazione -> giovedì 14 aprile 2016
dalle ore 18 alle ore 21

La Balena Nascosta
Opere dal 1966 al 2015
di Mario Gomboli
(Firenze 12 dicembre 1945, Torino 14 Aprile 2015)
via Saluzzo 48 Torino

La mostra resterà aperta fino al 18 Aprile 2016
A cura di:
Anna Maria Nigrone, Valeria Franzin, Claudio Gomboli, Maurizio Gomboli

Un anno fa è uscito materialmente dalle nostre vite, dai dialoghi degli amici, dall’amore di Anna Maria, dall’angusta scrivania cui qualche volta affidava il segno sicuro, veloce e arguto, su supporti informi che diventavano arguti e geniali proprio per il suo segno.
Non ne è uscito veramente: restano molte testimonianze vive, e resta – ed è banale dirlo – un accorato ricordo. Restano, soprattutto, le opere. Importanti, sebbene pudicamente eseguite, pudicamente esposte, mai
davvero raccontate se non poco e agli amici.
Forse perché Mario Gomboli aveva in sé una sensibilità profonda e facil- mente tangibile dagli eventi. Certamente, amava troppo, e tante volte si è parlato con lui con un rimpianto senza consolazione degli amici perduti, dei maestri, dei compagni di cammino, di Sandro Cherchi come di Sergio Loffredo come di Guido Seborga, come di Aldo Conti, forse l’ultimo ad essersene andato, in punta di piedi.
E quando se ne parlava, anche chi non c’era più tornava lì, nella piccola bottega d’arte, piena di cose ma soprattutto di memorie e segni. Tutto questo c’era, nella sua arte. E, di più, la memoria remota di una sua radice etrusca – quante volte Vinias la principessa tornò fra quelle pareti?, – il ricordo di esistenze ricche e lontane, piene di cose ancora da dire, di novità da raccontare; e che fa l’artista, se non ascoltare queste voci e raccontarle, farle rivivere per sempre, perché è per sempre che l’arte esiste ed è pensata.
Ma tutto questo nella sua arte c’è: ora tocca ad un mondo forse troppo sordo e tetro accogliere la luminosità di questa parola, continuare a farla
vivere, restituire tutta l’eco profonda e arcana ai gatti, agli Arlecchini, agli Ubu Re, ai pesci ai galli ai gufi alle casette al sole. Sta a noi di essere capaci di capirli ancora, di traghet- tarli oltre il tempo nella memoria collettiva, perché un giorno in qual- che stanza piena di un aggregarsi di vite come questa, di questa bottega d’arte, qualcun’altro parli e tra le ombre gentili e amiche, con Cherchi, Loffredo, Seborga, Conti ci sia, viva, presente e arguta,con tutto il suo patrimonio di sentire, anche la sua.

Donatella Taverna

Per informazioni:
011 6698200 – info@mariogomboli.it mariogomboli.it